Taciti pensieri

Se cospargessi di semi
la terra spoglia
della mia solitudine
forse nascerebbe qualche fiore
per adornare l'animo...
E se qualche nota
scrivessi con inchiostro
indelebile sulla pelle
riuscirebbe una melodia a penetrare...
Non ci sarebbe più tanto silenzio
e chissà...
Se guardassi a lungo il sole
potrebbe la luce
raggiungere
il buio che si nasconde dentro
e se adagiassi un fiammifero sul petto
potrebbe scaldare il cuore freddo...
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Commenti (1)
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Azar Rudif21 giugno 2015
4 strofe, 4 metafore di una ricerca che è tutta umana o meglio di una parte (alta) della razza umana. Prima la ricerca di unione dell'anima con il creato, poi la capacità di capirne l'armonia, per terza la voglia di quella Luce che illumina la nostra visione ed infine qualcosa che partecipi alla nostra ricerca dandoci energia (un alter e non a caso la strofa è di soli due versi proprio per rispettare uno schema duale del creato e della mente di chi ha scritto). Particolare descrizione di un processo cognitivo ed evolutivo della natura umana che parte dall'umano per arrivare all'Assoluto. Questa è la cronologia esposta dall'autore ed è quella che preferisco. Meglio che l'uomo agisca da solo e raggiunga la Luce dal basso senza alcun aiuto.
