Aurora
Desiderio, custode del segreto,
resti immobile nei giri di Heschl,
come musica sconosciuta e immaginata
nei ritmi brevi, le circonvoluzioni
timbriche, le altezze.
Vibra nella scatola del tempo
una meccanica che torna
lieve nelle brezze autunnali
o in un rimprovero della mente.
Chi tace non sente che il suo camminare
nel vuoto asciutto d’un barbaglio.
E che sia scoglio e non isola il suo sbaglio
lo abbiamo deciso in due,
tristi sinfonisti predicatori del nulla.
©
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