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Donne 24 giugno 2015 · lettura 2 min · 3053 letture

Quando gli UOMINI diventano ANIMALI

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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A tredici anni ... non si può morire! A tredici anni il sole della vita t’illumina la strada del sorriso, ti guida verso il sogno dell’amore. L’età in cui si sente quel profumo che rende l’esistenza spensierata, intorno c’è l’eterna primavera e s’incomincia a sviluppare il corpo. La scuola, le amichette, nuovi impegni, sorrisi ed innocenti ammiccamenti e il mondo sembra un prato sconfinato, laddove tutto è gioia della vita. ...Ma non per questa giovane fanciulla ancor nel fiore dell’età più bella, che stava camminando verso un viale cosparso di dolcezza e sogni d’oro, perché il nemico la teneva d’occhio nascosto sotto false e insulse spoglie: tre uomini vestiti da vigliacchi, in gruppo e come belve scatenate rapirono la giovane e di corsa andarono in un vecchio casolare per il più truce e ignobile misfatto che l’uomo possa compier nella vita! A tredici anni ... non si può morire per essere dapprima violentata e, poi, sfruttata per diverso tempo, da ignobili aguzzini senza cuore, e abbandonata dentro a un casolare, fra putridi rifiuti e foto porno, che stupidi pedofili, con cura, le avevano lasciato ... come colpa! Maria Rosaria, un fiore delicato, sbocciato col profumo della vita ..., ma dal giardino della giovinezza ..., è stato, poi, strappato con durezza! Nessuno deve usare la violenza, la vita ci vien data per gioire e viverla con fede e intelligenza, a tredici anni ... non si può morire! Purtroppo il mondo è pieno di aguzzini, son belve senza un’anima, né un cuore, ignobili soggetti che ogni giorno ci passano davanti a testa alta! E’ questo il più difficile problema: scovare ed estirpare queste belve che vivono e che mangiano ogni giorno al tavolo del mondo più civile! L’hanno rapita e in seguito stuprata a più riprese, uomini- animali, lasciandola stordita, agonizzante, senza alcuna pietà, né compassione! “Maria Rosaria, il mondo degli onesti Ti dona una preghiera ed un sorriso, e, poi, volgendo gli occhi verso il Cielo, Ti lancia un bacio, ... dormi in Paradiso! ”. .
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Purtroppo la violenza sulle donne è sempre all'ordine del giorno, ma in questa vicenda si tratta di una ragazzina di soli 13 anni che rapita, stuprata e violentata da più aguzzini è stata poi abbandonata in un casolare di campagna e lasciata morire in mezzo ai rifiuti. I "cari concittadini" non le furono mai di aiuto. In questo caso l'uomo ha superato la bestia! Di storie come questa ne è pieno il mondo, purtroppo! !! NB.: Il nome del personaggio e la vicenda sono frutto della mia fantasia, pertanto ogni riferimento a persone o cose deve ritenersi del tutto casuale.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (6)

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Purtroppo quello che scrivi in questa profonda poesia, è la pura verità. Molto spesso i più crudeli e orridi vigliacchi, si nascondono dietro il volto del perbenismo, e chi a volte intuisce, fa finta di niente, commettendo un altro crimine che se magari segnalato sarebbe potuto essere evitato un simile dramma. Molte sono le forme di violenza che vengono usate verso le donne, ma il più antico e orribile è quello della violenza sessuale come se l'uomo si sentisse il padrone assoluto del corpo della donna, con comprendendo quanta bellezza e dolcezza potrebbe trovare in un rapporto vero e paritario.

Patrizia Ensoli24 giugno 2015

Una poetica d'impatto, cruda ma mai come la realtà vissuta da chi, sempre più spesso e nel silenzio più totale si vede strappare sogni, innocenza e speranza! L'omertà di chi sa, l'omertà di chi non vuole farsi toccare da queste spaventose bestie!

carla composto24 giugno 2015

una lirica forte, ma sentita e condivisa bravo il poeta a dar voce a silenzi che non devono esistere... bisogna denunciare... la mia sincera lode al valente poeta

Sara Acireale24 giugno 2015

Leggendo questi versi, forti e incisivi, mi sono sentita accapponare la pelle per l'orrore provato. Purtroppo ci sono uomini che sono peggio delle bestie feroci, uomini che non sono degni di essere chiamati tali. Come si può calpestare un fiore delicato, come si può stuprare e poi fare morire una ragazzina che è appena sbocciata alla vita? Penso che le bestie feroci sono migliori e conoscono l'"umanità" che l'uomo ha perduto.

Giacomo Scimonelli24 giugno 2015

chi ruba l'innocenza, chi cancella tutti i sogni e ancor di più chi uccide creature così piccole dovrebbe marcire in carcere... non mi riferisco solo all'omicidio ma anche alle violenze fisiche... carcere a vita perché hanno stravolto per sempre una ''vita''...non ci sono giustificazioni di nessun tipo per questi mostri... versi condivisi che toccano nel profondo

Azar Rudif25 giugno 2015

Ci sono solo due soluzioni: castrazione chimica o fisica... a scelta della bestia. Anche se le bestie sono migliori di certi esseri che hanno una sola colpa: esistere!