Percepire
Ecco: fa vibrare la sua voce a pianterreno
e la sento come lontana - non sua.
Da dove viene questo possesso di proposte
che si spegne nel crepuscolo del provvisorio?
Dove andrà a parare questa rappresentazione
del reale che ha forma di emozione?
Siamo estranei in questa sala d'incisione
di frettolosa ressa e di rapita immaginazione inane.
Ne resta qualche briciola, disseppellita ancora.
Qualche rimasuglio di sproloquio e qualche
perduto infantilismo d'opinioni.
Ne avremo fino a quando?
Non c'è che da zittire ogni tentativo d'armonia
e tentare il riposizionamento della bussola.
Intanto e comunque il veliero viaggia indifferente.
Vede rive: le raggiunge solo a volte; molte volte
lo vince la risacca, lo aggancia il libeccio e non lo lascia.
Sapremo domani qualche nozione in più e
qualche indefinibile titolo di giornale renderà
l'idea che andremo a smarrire tra le gomene del molo
o tra gli scaffali colmi dei mercati del pensare.
Ma chi realmente sta parlando a pianterreno,
se capisco le parole ma non percepisco voci?
Credevo di capire, almeno in parte. O capirò?
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