L' amore che non ho mai perduto
alias Marina Pacifici
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Vorrei dirti dell'ulivo
che all'antico casale sfiora nel vento
la veste in fiore del biancospino
e che tu mi narrassi il cuore bambino
delle corse di un tempo andato per l'Appennino.
Vorrei aspettarti di nuovo al treno
nel canto della campanella
e che tu tornassi per un momento
quando la sera respira la fragranza di nostalgia della serenella.
Vorrei perdermi per una volta ancora
nel tuo abbraccio,
rifugio d' infanzia al dolore,
prima che il maggio crudele
ghermisse una giovane vita nell'aurora.
Vorrei raccontarti della sinfonia di stagioni
nella dolcezza senza tempo del tuo paese,
arroccato sull'erta in un bacio di colline,
e che tu fossi con me al belvedere di San Martino,
oltre l'assolata svolta.
Vorrei renderti tributo,
padre mio,
per l'amore che mi hai donato
e che non ho mai perduto
e nella valle di solitudine
avvinto al cuore
insieme al tuo sorriso per sempre ho suggellato
nella carezza di luce di un mattino.
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