Abbraccio
Bruno Leopardi
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Abbraccio la controfigura di un uomo che enuclea un sorriso
desueto, nel crepuscolo rosa di un tramonto increspato,
mentre il treno veloce dei suoi pochi anni rallenta la corsa
e il suo corto fiato,
diviene sconfitta nella galleria della mia miseria umana.
E ogni gesto violenta le membra sottili di chi ieri,
era occhi colore esistenza sciolti in paesaggi di viaggi lontani,
e il viso si fa maschera triste come il vibrare di foglia
per vita da rivoli tenui, che ben poco ad essa assomiglia.
Adesso mi trovo a parlarti e a sentire i racconti di quel tempo d'ieri,
verosimile essenza d'anfratti che fan da passaggi segreti ai pensieri
in immagini e scene misconosciute al mio essere semplice uomo.
Ed io,
mi lascio portare lì, dentro al cuore di chi questo fievole battito,
ha deciso che fosse per le anime care, il suo ultimo lascito.
©
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L'autore
Bruno Leopardi
Commenti (2)
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carla composto27 giugno 2015
lirica intensa e commovente ... bella e sentita anche la nota... apprezzate metafore... in una chiusa pregevole...
Paola Galli16 luglio 2015
tristemente commovente questa lirica, addolora nella sua reale verità, quella del trapasso, quella dove tutto l'immenso sembra annullarsi in un battito sempre più tenue, e purtroppo è così umano quel momento ma non vorremmo che mai arrivasse!


