Qualcuno dice che le bombe delle sei non fanno male...
Luca Ventura
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Ciliegio e Biancospino, fra foglie e disincanto
intreccio rami e cielo per dipingere quegli occhi
è ritorno di pensieri più antichi del creato
frammisto è il mio realismo a barlumi d'illusione
Due fiori di ciquta, tre rami di verbena
sfilano i miei sogni, la mia mente li rifiuta
s'io avessi antico aspetto o solo meno dubbi
se solo fosse ieri, quando il cielo era vicino
Piego gli elementi con la forza del pensiero
rifletto e trovo ingiusto il tormento che m'impongo
non vedo via d'uscita fra le mura del dolore
rifiuto quella luce, più giusta è la rinuncia
Canto di sirena, è il suono del suo nome
poligoni di stelle la luce dei suoi occhi
meccanica perfetta d'asintotica illusione
respiro dolce e calmo nel pensarti sorridente
E' sogno d'un insano pensare al forse un noi
tutto si discioglie immaginando di baciarti
che sia solo un miraggio, null'altro mi sovviene
ma è uguale il dirti grazie, mia gioia primitiva
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
Commenti (2)
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Giovanni Monopoli2 agosto 2007
questo testo è tutto un canto dal sapore elevato di poetica... molto bello
Filippo Salvatore Ganci2 agosto 2007
Bel testo. letto con molta partecipazione, vera poesia d'amore. riletta più volte. Piaciuta veramente!


