Sei tu

Sei tu che pretendevi intrappolare
nella tua gabbia d’oro di maniera
il gallo canterino e la sua estate
cercando furbamente di arraffare
le sue cocenti notti e le boiate.
Son io che imbambolato e dispettoso
stregato da due gambe di frontiera
ho chiuso il tuo passato in un cassetto
e ho messo dentro un cielo permaloso
il sole del tuo giorno più perfetto.
Sei tu hai conquistato senza fretta
il vento circolare e la bandiera
che ha posto nel mio sacco il suo mistero
coperto ben nascosto e da operetta
offrendo un sole falso a uno vero.
Son io che son caduto nella rete
smagato dalla vecchia tiritera
oscura nei suoi incanti e nei suoi veli
e dato che il mio fiore ha sempre sete
si lega ogni momento a questi steli.
©
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