La memoria perduta

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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L'alzheimer, malattia sociale irreversibile, porta immani sofferenze. Non si ha più la percezione di chi si è. I ricordi svaniscono dietro cortine di nebbia, non si è più autosufficienti, si diventa bambini che bisogna seguire passo passo. Spesso ha varie evoluzioni e prende pieghe che lasciano disorientati persino i medici che li curano. Dà tanta sofferenza al malato, ma anche ai parenti che soffrono nel vedere in quali condizioni li riduce questa terribile malattia. Il mio plauso a questa lirica.
Una delle malattie più subdole... poiché intrappola la verità lasciandola a galleggiare in bolle costruite dal caso... che fluttuano a piacere nel vento dei ricordi... Bellissima poesia apre una finestra sul mondo dell'inquietudine più profonda che una persona può sperimentare.
Qualsiasi malattia è una disgrazia e non una vergogna come ancora alcuni credono. Un ottimo testo sociale.
Malattia terribile, per il malato, quando si rende conto di quello che gli sta capitando e anche per le persone che gli vivono accanto... perdere la memoria a breve termine è come morire.
L'alzheimer è una patologia dai risvolti non solo personali , ma anche sociali, considerata la grande diffusione... s'inizia con il sentirsi confusi, disorientati per poi avere una diagnosi ben precisa, che getta nello sconforto assoluto chi circonda tali ammalati. Come ben descrive la poetessa il buio della mente è terribile... ogni attimo è sempre nuovo. Un testo da cui si evince una tensione umana ed una profondità di emozioni... molto apprezzata la stesura per la delicatezza con cui la poetessa ha versificato.
Una poesia che con intensità mette in evidenza uno dei mali più terribili e temuti. Annullarsi, non avere più autonomia, diventare ciò che mai si vorrebbe, forse nulla. Una poesia profondissima, tanti spunti su cui riflettere, paure descritte con bravura. Un lavoro davvero grande.
Quando versi emozionanti e intensi come questi toccano problematiche profonde, portano alla luce la nostra natura fragile, legata al filo imponderabile di un domani che tutto può trasformare, sovvertire, mutare nel limitato per sempre della nostra esistenza... l'Alzheimer è il ladro della nostra esistenza, di cioò che eravamo e che più non siamo. Ottimo componimento sotto ogni punto di vista
male che segna l'uomo al quale toglie dignità umana... un verseggio bello ed incisivo ben trattato questo tema forte... il mio elogio
Un male che cancella l'uomo cancellandone il ricordo. Questa terribile malattia annulla la ragione, la mente vaga senza meta, senza memoria, simile ad un guscio vuoto, relegata in un mondo d'ombre, un abisso senza ritorno. Un lavoro che ho molto apprezzato per la sua intensità.









