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Sociale 29 giugno 2015 · lettura 1 min · 1451 letture

La memoria perduta

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Se sfogli il libro delle tue memorie t'imbatti nell'affanno d’un abisso oscuro, nessun ricordo dell'ora più recente. La mente, un ramo spoglio irto nel cielo confonde nella pioggia il pianto delle stelle e un viso amico ora ti fa paura, un 'ombra nei tuoi occhi si dispera su mani che schiudono carezze (tentacoli per te, sulle emozioni). Le tue visioni, rincorse nel mare dei perduti, non son follìe... Riscrivi i giorni con le dita scarne, invochi il nome di chi ti vive accanto che chiami in mille modi, sempre nuovi. Sei sabbia che il vento muove sui tuoi passi, sei vento sull'onda dei ricordi. Falena disorientata dalla luce, di volare a tondo, poi ti stanchi e all’oscura cripta fai ritorno.
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"Prima riuscivo a parlare con le persone e a camminare senza dovermi chiedere se il pavimento c' è" "Ho una paura folle di salire le scale. Soprattutto perché i miei piedi vanno per conto loro. (...) Non sono per niente sicuro di dove io voglio che vadano." Tratto dal libro: Visione parziale: un diario dell'Alzheimer" di Cary Smith Henderson.

L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (9)

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Grazia Denaro29 giugno 2015

L'alzheimer, malattia sociale irreversibile, porta immani sofferenze. Non si ha più la percezione di chi si è. I ricordi svaniscono dietro cortine di nebbia, non si è più autosufficienti, si diventa bambini che bisogna seguire passo passo. Spesso ha varie evoluzioni e prende pieghe che lasciano disorientati persino i medici che li curano. Dà tanta sofferenza al malato, ma anche ai parenti che soffrono nel vedere in quali condizioni li riduce questa terribile malattia. Il mio plauso a questa lirica.

zani carlo29 giugno 2015

Una delle malattie più subdole... poiché intrappola la verità lasciandola a galleggiare in bolle costruite dal caso... che fluttuano a piacere nel vento dei ricordi... Bellissima poesia apre una finestra sul mondo dell'inquietudine più profonda che una persona può sperimentare.

Umberto De Vita29 giugno 2015

Qualsiasi malattia è una disgrazia e non una vergogna come ancora alcuni credono. Un ottimo testo sociale.

chrysalis29 giugno 2015

Malattia terribile, per il malato, quando si rende conto di quello che gli sta capitando e anche per le persone che gli vivono accanto... perdere la memoria a breve termine è come morire.

Anna Di Principe29 giugno 2015

L'alzheimer è una patologia dai risvolti non solo personali , ma anche sociali, considerata la grande diffusione... s'inizia con il sentirsi confusi, disorientati per poi avere una diagnosi ben precisa, che getta nello sconforto assoluto chi circonda tali ammalati. Come ben descrive la poetessa il buio della mente è terribile... ogni attimo è sempre nuovo. Un testo da cui si evince una tensione umana ed una profondità di emozioni... molto apprezzata la stesura per la delicatezza con cui la poetessa ha versificato.

Pagu30 giugno 2015

Una poesia che con intensità mette in evidenza uno dei mali più terribili e temuti. Annullarsi, non avere più autonomia, diventare ciò che mai si vorrebbe, forse nulla. Una poesia profondissima, tanti spunti su cui riflettere, paure descritte con bravura. Un lavoro davvero grande.

nemesiel30 giugno 2015

Quando versi emozionanti e intensi come questi toccano problematiche profonde, portano alla luce la nostra natura fragile, legata al filo imponderabile di un domani che tutto può trasformare, sovvertire, mutare nel limitato per sempre della nostra esistenza... l'Alzheimer è il ladro della nostra esistenza, di cioò che eravamo e che più non siamo. Ottimo componimento sotto ogni punto di vista

carla composto5 luglio 2015

male che segna l'uomo al quale toglie dignità umana... un verseggio bello ed incisivo ben trattato questo tema forte... il mio elogio

Antonella Garzonio12 luglio 2015

Un male che cancella l'uomo cancellandone il ricordo. Questa terribile malattia annulla la ragione, la mente vaga senza meta, senza memoria, simile ad un guscio vuoto, relegata in un mondo d'ombre, un abisso senza ritorno. Un lavoro che ho molto apprezzato per la sua intensità.