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Famiglia 4 luglio 2015 · lettura 1 min · 1153 letture

Ricompensa

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Simona Postiglione 4 poesie pubblicate
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Germoglio d’inverno proteso dal basso affamato di sete Troppo amore riversato su radici fragili ha lasciato incolta la terra Un’eclissi ha oscurato il cielo vuoti parassiti hanno simulato luce riempiendosi del suo dolore Rivale della trasparenza il disordine nemica della verità la finzione di pece nero il fondo raschiato Finché il desiderio di sé ha prevalso nella rugiada del mattino nella brezza clemente della sera Rigore consapevole apre spiragli di ricompensa negli occhi vigorosi di un bambino
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Nasciamo con la promessa di realizzare noi stessi ma, anche quando siamo circondati dall'amore della famiglia, i condizionamenti esterni possono minare un'identità fragile per natura fino a farle perdere consapevolezza. Allora si arriva a ferire se stessi e chi si ama e si commettono errori a volte irreparabili. Riprendere in mano la propria esistenza è un atto volontario che nessuno tranne noi puo' compiere; spesso si deve scivolare molto in basso e toccare il fondo di se stessi per risalire, ma ne vale sempre la pena. Alla base di tutto resta l'amore per la vita.

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L'autore
Simona Postiglione
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Commenti (1)

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Annamaria Barone21 luglio 2015

è questa una poesia di grande spessore, arriva ad esplorare gli abissi di noi stessi, i lati oscuri, le debolezze, gli errori irreparabili, canta, con voce di malinconia, il dolore dei passi verso la direzione del disastro, nonostante l'amore, nonostante la vita. Dipende da noi, gli altri possono tendere la mano ma sta a noi afferrarla e cominciare il cammino di salvezza, o piuttosto lasciarsi andare sempre più a fondo, sempre più nel buio. L'autrice tocca un tema dolente con grande bellezza di senso e sentimento, pathos profondo in una lirica che si respira più che leggere