Ricompensa

Germoglio d’inverno
proteso dal basso
affamato di sete
Troppo amore
riversato su radici fragili
ha lasciato incolta la terra
Un’eclissi ha oscurato il cielo
vuoti parassiti hanno simulato luce
riempiendosi del suo dolore
Rivale della trasparenza il disordine
nemica della verità la finzione
di pece nero il fondo raschiato
Finché il desiderio di sé ha prevalso
nella rugiada del mattino
nella brezza clemente della sera
Rigore consapevole
apre spiragli di ricompensa
negli occhi vigorosi di un bambino
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Annamaria Barone21 luglio 2015
è questa una poesia di grande spessore, arriva ad esplorare gli abissi di noi stessi, i lati oscuri, le debolezze, gli errori irreparabili, canta, con voce di malinconia, il dolore dei passi verso la direzione del disastro, nonostante l'amore, nonostante la vita. Dipende da noi, gli altri possono tendere la mano ma sta a noi afferrarla e cominciare il cammino di salvezza, o piuttosto lasciarsi andare sempre più a fondo, sempre più nel buio. L'autrice tocca un tema dolente con grande bellezza di senso e sentimento, pathos profondo in una lirica che si respira più che leggere
