Teurgo e microcosmo
Ed erano le ore a levare
quasi singhiozzi: sentirsi albedo senza luce
non altro che notte, in alto e accanto.
E' acuta l'attitudine delle cose per atti a sorprendere
così per le radici biforcate delle mandragole.
S'elevano sacri, a volte, i giorni
come vertici di fioriture dopo l'inverno
per l'elargire di un teurgo che meravigliando il tempo
lega pentacoli alle sere del cuore.
Ma né salvia né garofani rossi o fumi d'incenso
a dare il senso a un microcosmo: il mondo
è due solo e interamente.
E sai il perché t'accade d'essere felice
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Commenti (3)
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Patrizia Ensoli5 luglio 2015
se ci vedessimo dall'esterno; se davvero provassimo a comprendere senza scordare dove siamo davvero, tante cose cambierebbero prospettiva.
Daniela Zarriello6 luglio 2015
Sempre due: la divinità e L'oracolo che parla, il raggio di luce e la superficie che lo riflette, l'amore di due amanti nel dare e ricevere... ed é così che se la felicità, difficile da raggiungere non entra in noi, con l'uso dell'esoterismo, arti magiche e divinatorie... tutto per lo scopo e... forse c'è ne prendiamo un po' anche noi.
a
andrea ristori9 luglio 2015
Sembra descrivere un lontano, ma prossimo parallelismo tra mondi in un contrasto manicheo di ombre e luci che creano atmosfere psico cosmiche nella mente di chi legge.

