Là, sul ponte degli arcobaleni
alias Marina Pacifici
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Col tuo musetto tenero e tondo,
le orecchie soffici, lunghe,
portate sbarazzino a penzoloni,
gli occhi profondi come il mare,
sei partito all'improvviso
per un viaggio in capo al mondo.
Così, Amico mio,
mi piace pensare.
Hai lasciato l'orma
dei tuoi passi lievi nel mio cuore,
oltre le radici di un rimpianto autunnale
rosse più del rovere.
Sei andato lontano
e fredda, vuota e triste
resta sola la mia mano.
Hai portata via con te
gli anni più radiosi,
vissuti ogni istante fianco a fianco.
Quante corse a perdifiato tu ed io,
nella giostra delle stagioni,
quando ti nascondevi
tra i rami in fiore del biancospino,
finché il sole andava a riposare
in una coltre di nuvole, stanco,
fino al mattino.
Così ti voglio ricordare,
nella carezza di un pensiero,
ed il mio cuore accanto al tuo
continuerà a viaggiare.
Sei volato lassù,
mio angelo silente,
sul ponte degli arcobaleni.
Aspettami, amico caro,
con i tuoi occhi teneri ed attenti,
accanto al lillà
quando un giorno la mia ora verrà
e compirò anch'io
lo stesso viaggio senza ritorno.
E sarà festa di luce,
in una primavera senza fine
là, sugli altopiani ameni,
nel trionfo dei colori a noi intorno
quando ritrovandoti in una carezza,
vivremo di nuovo insieme,
inseparabili, liberi e sereni.
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (2)
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Fabio Galletti Cacciari6 luglio 2015
Commosso ho letto i versi di e per Alvin e Fuchs, cani angeli e già solo per questo destinati in paradiso. Forse vivrò poco perché chiedo sempre a Dio di farmi partire con la mia labrador Lea. Poesia scritta magnificamente perché molto sentita e vera.
Berta Biagini6 luglio 2015
Non si può fare a meno di rileggere simili versi – in ognuno si sente l’amore di una “padroncina” che ancora soffre per una lontananza incolmabile – capisco perfettamente il desiderio che l’autrice esterna - è difficile accettare una simile perdita. Speriamo che un domani si possa davvero rivedere ed accarezzare chi per tanto tempo ci ha tenuto compagnia e poter di nuovo darci quel bacino alla francese con il nasino che ancora vive nelle nostre giornate. Sentitissima.


