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Impressioni 6 luglio 2015 · lettura 1 min · 2653 letture

Di luglio e altre intemperanze

carla vercelli 806 poesie pubblicate
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Ruggisce alle estremità la collina d’aranciato ocra il dorsale si stempera all’apice in chiome torride e sottomesse ad un cielo in umidore cobalto, mansuete. Di luglio è un turbinio statico di promesse mantenute matrignamente, dietro le imposte chiuse dei meriggi si prosciugano lacrime come torrente, si mietono amori, rinfoltiscono, s’accentuano spossatezze d’evi, desertifica il silenzio dopo urla sconnesse: verso il punto più alto prima del declino. D’estate è il passo a ritroso del gambero nel suo nascondiglio invisibile a farsi trovare solo dai cercatori d’oro e dai segugi d’aquiloni, il mattino.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

L’immagine è dell’autrice, " Estate in collina", acquerello.

L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


unito alla moltitudine plaudo. super. (Francesco Rossi)

...ottima riproposta... (Lia)

Commenti (4)

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Daniela Zarriello6 luglio 2015

Appassionata poesia, dai colori sgargianti che sfumano dal giallo all'ocra, piena di forza e di contrasti, di passioni espresse e trattenute. Ottima lettura.

A
Antonio Terracciano6 luglio 2015

La poetessa saprà perdonarmi se vado fuori strada, ma leggendo parecchie sue poesie, come questa, respiro delle atmosfere non tanto dissimili, soltanto meno cupe e più femminili, da quelle che si sprigionano dai testi del suo grande corregionale Cesare Pavese. Quest'arsura estiva di luglio così fisicamente e profondamente interpretata dalla Vercelli non ci ricorda un po' lo "specializzato in campagne e periferie piemontesi" (parole sue) della "Bella estate", o i versi, ad esempio, di "Lavorare stanca" ("Ci sono d'estate / pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese / sotto il sole che sta per calare, e quest'uomo, che giunge / per un viale d'inutili piante, si ferma ") ?

Azar Rudif7 luglio 2015

Un pomeriggio estivo dove sembra tutto fermo e pare quasi tornare indietro accecato dai colori e dalla luce che inondano un paesaggio collinare. Versi che donano una descrizione visiva e luminosa di questo frammento del tempo del quale non posso gustare i colori (daltonismo), ma posso descrivere la luce e le forme della luce che serpeggiano tra i versi e i termini utilizzati dall'autrice. Nel quadro vedo solo un cielo a sx grigio ed a dx celeste, case grigie, alberi grigi ed un campo tra il giallo ed il rosso, più rosso che giallo.

Eolo6 luglio 2018

Un testo dalle memorie luminose nel tempo sospeso in un retaggio antico. L’estate descritta con metafore che coinvolgono. Versi di movimento molto apprezzati