La percezione del nulla

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (10)
Percezione di assenza interiore ...il nulla il vuoto dell'anima a volte siamo noi stessi a chiuderci, a volte il ricordo può farci male... quanta profondità in quest'opera mi ci ritrovo e capisco la valente autrice... la mia lode
Lirica molto profonda a descrivere il vuoto del nulla che è vuoto d'anima che si sente dimessa ed amareggiata per situazioni che l'hanno ferita, si sente nuda. Questi versi trasudano tristezza per l'amore che ha deluso, per la disillusione che ha portato. La vita va avanti e bisogna sforzarsi di reagire a questo stato di cose. Una lirica descritta magistralmente con versi fluidi e pregni di lirismo. Opera apprezzata,
Il nulla fa paura perché smorza il nostro sentire, ci sentiamo impotenti, muore la speranza nel cuore divelto dalle spine. anche il ricordo fa male, sotto un cielo senza stelle il futuro appare lontano ed appeso a un filo. Un ottimo lavoro come sempre i tuoi!
esser acrobata sul filo delle paure e ritornare a sperare... Lirica colma di immagini e musicale anima
In uno spazio interiore avvertire e sentire il nulla è avere un'anima senza "vestito ",quindi spoglia di tutto ...è un limite sottile. Nell'ultima quartina ben spiega la poetessa " E' li nella magia delle illusioni "che si cade in preda alla paura, senza intaccare la memoria, che sempre si volge al passato. Un'introspezione questa che conduce ad uno scavo interiore con la precisione di un chirurgo .Una lirica che sa tanto di eterno senza potersi sottrarre agli artigli dell'inquietudine umana. Plauso per un lirismo ricco di tensione e d'immenso... molto apprezzata.
Sono gli animi inquieti, quelli che si pongono di continuo domande senza ricevere risposta perché non possono esservi risposte nel nostro limite di creature finite se pur pensanti... ad essere quelle più attente a scandagliare i difficili meandri dell'animo (o della mente?) umano Il vuoto fisico non esiste mentre è tangibile quello dell'anima... Strofa finale splendida e che mi appare come fulcro della poesia
Il nulla può essere fin troppo vicino, illusioni, trappole e dolore sono in agguato. Quanto pesano gli errori fatti? Si può innalzare la nostra anima così pesante? Quante riflessioni e spunti in una poesia destinata all'immenso, perché i pensieri espressi coinvolgono tutti noi, nessuno escluso. La poetessa scrive un'altra opera dal vasto respiro, ricamata di immagini che entrano nel cuore. Altro momento poetico di altissimo livello.
Probabilmente è proprio lì. ...che si è davvero più leggiadre... lasciando a terra se stessi e spiccando il volo verso nuove avventure... senza tralasciare la propria essenza... ma portando oltre le sensazioni... anche se la percezione delle proprie mancanze non ci abbandonano mai.
Si cerca sempre di mantenere le giuste distanze... d non farsi prendere troppo dall'enfasi, tenere un certo distacco... ma inevitabilmente l'attrazione diventa forza e la forza ti abbatte. Non sarà mai possibile (mio pensiero) , amare incondizionatamente tenedo una distanza di sicurezza... quella che ci impedirà di soffrire. E se tutto dovesse finire rimarrebbe il nulla? Non credo, quel che è stato c'è, non si vive non si respira più materialmente... ma nell'anima si sente il vuoto eccome se si sente... ed è così pesante da sopportare... proprio perché nell'anima il vuoto non è il nulla...!
La poetessa dell'introspezione, attenta ad ogni più lieve sfumatura, è indagatrice di frammenti in ombre e in bagliori di questa nostra anima, essenza senza materia, sempre in precario equilibrio fra sogni, desideri e illusioni. E anche il nulla, così misterioso e spaventevole, puó diventare desiderabile quando l'anima soffre il dolore lancinante dei ricordi e degli errori.










