Ho trovato il Graal

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Il Sacro Graal, ovvero, la nostra preziosa anima, dobbiamo mantenerla viva, con l'entusiasmo, la sincerità e la purezza di spirito.
Un messaggio assai importante nel nuovo lavoro di un poeta che usa ottime e valide metafore per arrivare al centro del nostro cuore. Tutti noi stiamo cercando qualcosa... amore, affetto, serenità... armi da usare in un tempo che ci sta procurando troppe privazioni, tra indifferenza e malessere. L'autore ci dice questo e in noi si anima la speranza che un domani si possa arrivare a quel punto che noi tutti abbiamo individuato nella nostra mente. Il suo è un augurio che terrò sempre con me e che mi accompagnerà nel lungo tragitto chiamato "Vita".
tra mistero storia verita... versi molto belli i Templari grandi maestri in vari campi... il poeta come Templare parla dello spirito della ricerca e forse la ricerca della grazia di Dio... così mi é arrivata bellissima opera i miei complimenti
Molto ispirato il saggio autore perché sottolinea come tutti quanti aspiriamo a quella cosa difficile da trovare e nel cercarla intanto viviamo. Nell'intimo ognuno è convinto di riuscire a trovare il suo Graal. Anche se non dovessimo trovarlo quella ricerca ci avrà tenuti attenti, sensibili e vivi.
Ci si perde a volte lungo la strada delle superficialità...si da troppa importanza all'esteriorità che circonda... Bel viaggio questa poesia... interiore alla ricerca di se stessi... vera grande ricchezza donata dal destino... provvidenza o quant'altro. Sempre bravo questo Autore che ci offre interessanti spunti di riflessione.
Nelle letture di questo poeta scorgo sempre delle note di forte positività che infondono sentimenti di coraggio e speranza in chi legge. E qui, quando si dà per persa la forza che ci viene dall'esterno, ecco che viene la riscoperta che la forza che cerchiamo é dentro di noi, in quello che possiamo ancora amare e creare, una nuova stagione, un'energia vitale... che puó anche essere la passione poetica!
Purtroppo, non tutti lo cercano, non tutti lo trovano e non tutti lo riconoscono quando lo hanno di fronte. Si dice che i Cavalieri del Tempio ne siano i custodi, ma di leggende ne esistono diverse su questo calice il cui nome (Graal) deriva dal francese (ultimo verso) e, forse, dai tanti romanzi del ciclo bretone e simili. In questi versi, alcuni ermetici o simbolici, l'autore trasmette l'essenza della "cerca del Graal". Un significato nascosto in questa azione che vuole la morte di chi lo cerca, ma non è una morte intesa come fine, anzi è intesa come il vivere "cantato" nella seconda strofa.
Il vero Santo Graal era tutt’altro che un mero oggetto di idolatria. Dall’attenta lettura del romanzo di Wolfram Von Eschembach, racconto iniziatico e alchemico al tempo stesso, si comprende il significato della ricerca del Santo Graal: si tratta di un "simbolo". Soltanto il cavaliere che si immerge totalmente nel suo compito, che vi dedica anima e corpo, può trovare il Santo Graal, ovvero l’unione estatica con Dio, la via della perfezione verso la Gerusalemme Celeste. E’ superfluo perciò affannarsi ancor oggi in tentativi di rintracciare la vera reliquia del Santo Graal, anche se molti rivendicano di esserne i depositari. Questo è ciò che ho inteso dalla lettura e rilettura dei versi del De Marchi
Un autore che mi sorprende sempre piacevolmente. Con il Sacro Gral, Il poeta aggiunge una perla alle sue composizioni. Il mio plauso.
Siamo come cavalieri Templari alla ricerca del sacro Graal e tutti, con l'ostinazione di chi persegue il proprio compito con ligio dovere, prima o poi vi giungiamo... con questa metafora, l'autore ci guida verso la scoperta interiore che ciascuno fa di sé arrivando a identificarsi con l'essenza divina che ci permea... gran bella poesia.










