Lingua biforcuta

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini
Commenti (17)
Un incisivo lessico e metafore significative esprimono in modo eccellente un comportamento deleterio per sé e per gli altri... come ben versifica la poetessa il parlare in modo malevolo degli altri è talmente insito nell'anima di alcune persone che per loro è un modus vivendi. Certo la vita di costoro è arida e priva di virtù. Molto apprezzato il contenuto che farà riflettere ...il mio plauso .
Una lirica che sprigiona tutto il dissenso verso quelle persone che si divertono a malignare costantemente gli altri per puro gioco, una piaga della società che miete dolori in seno alle persone che ne vengono colpite. Gente che ha nel proprio animo una costante diversa dalle persone civili, il loro sparlare nuoce alla gente comune che ha altri problemi a cui pensare. All'interno dei versi si nota una viva condanna verso questi personaggi che alimentano il disagio degli altri. Una stesura ben costruita e versatile, apprezzata.
Lirica di forte ribellione nei confronti di chi, indossando la sua bella maschera, è abile solo nell’esprimere giudizi sugli altri, è capace solo di offese e calunnie. Ma costui non è eterno, il suo destino è comune a quello del resto dell’umanità. Ecco che l’espressione di questa ribellione da parte dell’autrice si conclude con un monito: ricorda che sei di passaggio sulla terra, a che serve quindi seminare odio?
Una forte ribellione nei confronti di colui che calunnia, dice falsità sul conto di persone oneste e morigerate. Tanto un domani dovrà rendere conto a colui al quale si presenterà. Non è eterno su questa terra e ciò dovrebbe servire da monito. Una lirica che si rispecchia in alcune situazioni che si vedono spesso attorno a noi. Il mio elogio!
Assolutamente condivisibile il messaggio della poetessa. Quanto male si fa per il puro e insano piacere di farlo. Quante cose si dicono per ferire e per gioire della sofferenza altrui. L'autrice con uno stile chiaro, sincero e assi diretto punta il dito nei confronti di quelle persone che non hanno ancora imparato che abbiamo una sola vita e che il tempo impiegato per fare del male è tempo sprecato, tolto all'amore e alla gioia. Quando ci si renderà conto di questo potrebbe essere troppo tardi. Un bel lavoro che ricorderò.
ce ne sono di linque biforcute... brava l'autrice che in versi incisivi le descrive magistralmente... calunniatori, gente invidiosa che in silenzio striscia come serpente bisbigliando maldicenze ...mi é venuto in mente Il barbiere di Siviglia "la calunnia un venticello"...ottima il mio sincero elogio
si offende sempre l'animo senza pensare alle sentenze del cuore... poesia- verità ove una parola ferisce e mille abbracciano poi...
La poetessa ci fa pensare al tema della maldicenza che puó, con poco sforzo e molte insinuazioni ed allusioni, letteralmente distruggere molte esistenze. É un male oscuro figlio dell'invidia, contro cui difficilmente si può vincere. Versi sentiti e condivisi in pieno!
Un vecchio detto paesano dice: "La lingua non ha osso, ma rompe le ossa"La lingua biforcuta la usano coloro che sono invidiosi e che alimentano dissidi. Poesia di grande significato.
La maldicenza nasce dall'invidia un sentimento negativo, capace di annientare la persona a cui è rivolto, ma certamente porta a vivere chi lo prova in uno stato di scontentezza e di diffidenza. Ben dice l'autrice " è un tarlo sul cuore". Condivido il moto di ribellione che pervade ogni singolo verso.
Condivido la poetica invettiva contro una delle peggiori razze del genere umano ed avrei aggiunto qualche verso in onore di una forbice che tagli le malelingue
Le parole di una lingua biforcuta ... tagliano peggio li una lama, avvelena piano piano e ne infetta la ferita, così da morirne se non di ferita inferta sarà l'infezione a farne il suo corso. Se davvero ricordassimo che qui sulla terra siao di passaggio... quante cose potrebbero migliorare...!
sono anime sole e turbate coloro che seminano contrasto e che feriscono senza mai un motivo valido... condivido il pensiero della brava Autrice sempre profonda e attenta alla vita che la circonda
La lingua nun avi ossa ma rumpi l'ossa. Niente meglio di questo detto siciliano rende l'idea di quanto e quale male possano fare a se stessi ed agli altri i maldicenti, quelli che null'altro fanno se non dire male degli altri, criticare continuamente il proprio prossimo! Bene fa l'Autrice a biasimare questi poco lodevoli comportamenti! Pensieri profondi, ben scritti e molto apprezzati! Complimenti!
Un grande monito è questa lirica ribelle. L'autrice invita tutte le maldicenze di questo mondo alla redenzione. Le parole a doppio taglio sono come lingue di serpenti. Silenziosamente arrivano al cuore ferendo la dignità della vittima che spesso è costretta a difendersi con proprie spese. Impianti accusatori arrecanti gravi danni alla psiche umana sono messi in piedi o per invidia o chissà per cos'altro da persone insane di moralità creando un malessere difficile da guarire, specialmente quando le accuse provengono da persone che mai si poteva immaginare. Pensiero molto condiviso è questo dell’autrice che, con grande voce, esorta a cambiare rotta gli screanzati che seminano odio con la menzogna.
Direi che di lingue biforcute è ricco il mondo, sputano veleno per l'invidia accumulata ed il bello della poesia è che ogni tanto si può colpire chi non sa stare al suo posto. Versi pieni di ribellione ben espressa, apprezzati.
Beh, anche questo fa parte della nostra vita, cosa ci vuoi fare? un ottimo testo. Ciaooooooo
















