Sei quel suono che conosco di vista
Chiara Vacchieri
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L'ho visto correre su di una bianca scala
mentre il ritmo lo inseguiva
preceduto dalla passione.
S'è fatto muto
per nascondere il grigio dell'attesa
dove sapeva che
prima o poi
le dita della libertà l'avrebbero trovato.
Su ali trasparenti
ha viaggiato attraverso il tempo,
ricreando vivide atmosfere
che l'eternità credeva sepolte nella memoria.
Vibrante come un'emozione
scaturita dalla sorpresa di sapersi vincenti,
incalzante
come il susseguirsi delle effusioni degli amanti,
caldo come il bagno di sole della sabbia nel deserto,
dissetante come le parole di conforto
pronunciate da chi ti vuole allontanare
dalla compagnia della solitudine.
Lui, il suono,
un gioco di sguardi sfuggenti
che s'incontrano sulle labbra della poesia,
un brivido capace di dar sapore al gelo,
una lingua di fuoco
che canta a pelo d'acqua,
una falce di luce
che abbaglia chi l'ascolta.
©
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Chiara Vacchieri
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