Come siamo vivi

Dal mio lettino bianco
fra ombre di ippocastani,
nascondo il mio dolore
con un sorriso. Che incanto.
Le emozioni suscitate
dal davanzale della grande finestra.
Vecchi muri articolati a scacchiera,
dagli angoli architettonici
orlano alti alberi, filtrati dal sole.
Coccolami, albero rigoglioso,
così come gli altri cinque più nascosti.
La tua chioma verde spuntata di giallo
come coltre o tenda da sole
al davanzale della grande finestra.
Le cicale, il canto quasi infinito,
l’albero le riconosce tutte,
ad una, ad una, le chiama per nome
e loro ricominciano la sinfonia.
Io sono qui un po’ distratta,
ma tu no, albero
mi aspetti, mi stringi,
quando nella notte tutto riposa
quando nel cielo qualche nuvola appare
un po’ di vento soffia
fin sopra il mio lettino,
mi lasci cadere due foglioline gialle.
Le mie mani le raccolgono
come dei gioielli
e come ad un confessore
mormoro parole:
come siamo vivi.
©
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