Il mio vecchio

Ricordo che era piccolo
e deciso
amava il verso
rapido e conciso
e mi ha trasmesso
il sole della rima
con una gioia immensa
fresca e prima.
Ha scritto versi a mille
sol per sé
me li leggeva e poi
li cestinava
in un cassetto della scrivania
dicendo: “Tanto è solo roba mia
e mai nessuno mai li leggerà.”
Una ricordo
ed era eccezionale
diceva: “Vita mia primiceriale
tu sei la mia condanna
più sacrale.”
Ora è un vecchietto
giovane e brillante
coi suoi novanta
sempre a delirare
e ancora sbuffa e trema
ad ogni strofa
e se gli porto un pezzo
da guardare
lo legge e poi mi dice:
“Da rifare!”
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