Il diario dei viaggiatori
Giorgia Spurio
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E raccoglievo le stelle dal fuoco,
e spazzolavo la chioma alle figlie del cielo,
amante custodivo tutti i loro baci.
E scrivevo delle loro passioni,
dei loro giovani amori,
e regalavo loro un verso
- uno solo – ben stretto tra sussurri
e rumori di rami e fronde.
Ed erano leggeri come la pioggia,
rabbiosi come la tempesta d’improvviso
gelosa della sua estate,
nostalgici e misteriosi
come il più desiderato dei loro sogni.
Ed ora conto i sassi nella tasca,
su di loro scarabocchio sillabe e rime,
tra i profumi chiudo gli occhi
per ricordare solo una di loro,
la più bella ninfa del vento,
dalle ciocche corvine
e come di neve abbigliata,
quel biancore che adorna
ora
le mie sopracciglia.
E conto i passi,
e rileggo le poesie ai fantasmi,
abbraccio di nascosto i ricordi
tra l’autunno e la nebbia,
tra l’inverno e il respiro
del gregge al pascolo degli agnelli.
E conto... i giorni,
tra i sonetti e i calendari,
tra i fiori ingialliti
- cercando ancora il suo -
tra i viaggi dei diari.
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L'autore
Giorgia Spurio
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