La febbre del mare
Ogni cosa finisce perché
sopravviva eterno l’amore.
Conosci quei cieli azzurri
dove le cose più belle
sono i mali più grandi
nell’esercizio della memoria?
Prendono forma su nuvole
che il vento modella di piume
al martin pescatore
in mimesi su alghe
di zolfo e malachite
Conosci quegli spazi di luce
che il sole semina
nei corpi dei ragazzi dove vuole?
Io stavo con loro,
su perigliosi appigli,
aspettando nella frescura
delle cale
giovani donne riverse
sui boccioli di capperi
Per lenire di balsamici unguenti,
le sofferenze delle lucertole dorate
accecate dalla gelosia dei coralli
con le rose tiepide del prato.
Conosci la febbre del mare
Che respira affannato sulle coste
alla ricerca di marinai ammutinati
nei porticati ossidati dell’amore?
Io stavo con loro, per annegare
nell’acquamarina dei tuoi occhi,
chiusi, smorti,
perché non hai mai versato
lo spirito dei baci né l’inquietudine
del mio cuore per loro.
Quando aprirai quegli occhi,
e t’intenderai delle cose dell’amore
capirai la divina tristezza
che ho provato
frangendo, nell’abbaiare dei cani,
la mia passione contro i flutti.
©
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