Le lancette
Salvo Scamporrino
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La costanza delle lancette del pendolo
scandisce
i ritmi dei respiri d’una vita intera,
gli istanti impercettibili si susseguono
riempiendo
gli spazi sospesi dell’infinito incedere.
Lascia che il tempo scorra
tra le cime dei monti
o in un battito di ciglia s’affanni
l’altalena dei sentimenti,
fatti cullare dal dondolio
che assopisce, mentre la sabbia
della clessidra scivola giù
indifferente agli stati d’animo.
Lascia che le nubi passino
e ripassino sotto questo cielo
che ricopre l’azzurro del mare
e le dune d’un arido deserto.
Fruscio leggero,
soffio fugace,
sensazione
d’attimo
già passato,
fragilità,
trasparenza,
luccichio,
tremor di pelle,
diafana figura,
linea sottile,
delicatezza
d’un bacio
su labbra
appena sfiorate.
In silenzio e muto scorre il presente
illudendo
divora ingordo ogni figlio generato,
si salpa ogni giorno verso nuove mète
ignari
del destino che ci cambierà la sorte.
I sogni sfumano nel ticchettare
delle perfide lancette, si sciolgono
nei battiti che mai cessano.
Avvolte vorrei accellerare per andare
oltre ogni confine reale,
altre vorrei rallentare per non andare
oltre il mio confine naturale.
Sognare che il tempo si fermi.
Sognare ritorni impossibili.
Sognare foto sbiadite e sorrisi
che non vedrò mai più ... soltanto
i resti di quel che rimane da vivere
e le lancette che non si fermano mai.
Potrei restare per sempre a guardarle.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
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