Memorie di un tempo senza origini
Chiara Vacchieri
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Chi sono?
Da dove vengo?
Cosa c'è di più alienante
che perdere la memoria di sé?
E' come svegliarsi un giorno
all'improvviso
e trovarsi in mezzo alla strada,
senza punti di riferimento
ad indicare la direzione di provenienza.
Smarrirsi in un dedalo di identità
che potrebbero andare bene a chiunque
dal momento che nessuno
ne reclama l'esclusiva.
E' forse questo il significato del sonno eterno?
Sapere d'esser nata da qualche parte,
che non è geograficamente riconducibile ad alcun posto,
se non a quell'angolo di mondo
dove la neve ha il colore della morte.
Guardarsi allo specchio e ferirsi
con l'immagine riflessa che,
ad ogni sguardo,
rimanda al proprio passato imperfetto:
un tempo incapace di trovare il proprio inizio
ma consapevole di quella
che avrebbe potuto essere la sua fine.
Non è forse meglio chiudere gli occhi
e guardare in faccia la verità:
neanche chi conosce la propria storia
può affermare di ricordarne le origini.
E allora preferisco scoprirmi,
giorno dopo giorno,
tanto nelle luci quanto nelle ombre
con le quali edifico l'unico momento di cui dispongo: il presente,
anteponendo ai condizionamenti di chi si sente in dovere di perpetuare la tradizione,
il privilegio di poter vivere le mie scelte.
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Chiara Vacchieri
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