Inferno
Lugubri pipistrelli, alberi deformi,
visi smunti,
scheletri ambulanti,
larve consunte.
Nessuno spiraglio di luce,
solo l’ombra della candela,
adagiata sul teschio irridente.
Riflette l’immagine dei demoni,
la setta satanica,
il cerchio infernale.
Ispidi artigli,
il ghigno del sorriso
nell’alcova del piacere infinito,
per la clonazione della continuità del male.
Non si disperda nel Lete,
ma abbia la congiunzione di un fine:
l’assoluta dispersione per il pianto altrui.
Uno stillicidio costante per annerire
l’assioma della negatività.
©
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