Fanciullo
Peppe Cassese
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Giocavo sulla via a far le ossa
un tappo una corda e a volte niente
il pallone era il sogno più indecente
per dare qualche calcio all’aria smossa.
Ero il gran capo Pako il pellerossa
con frecce di cartone inconsistente
e a casa ritornavo penitente
come l’Enrico Quarto di Canossa.
Che tempi che pazzie e che aquiloni
con colla un po’ di carta e due bastoni.
Che giorni con la testa pesta e rotta
capitano di navi senza flotta.
Che fughe che bravate quanta biada
curando la mia vita sulla strada!
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Peppe Cassese
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