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Riflessioni 18 luglio 2015 · lettura 3 min · 2314 letture

Dannata calura estiva

Ettore Salamena 111 poesie pubblicate
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Oggi non è un gran giorno, pesanti son testa e gambe, il caldo nessuno risparmia e l'afa a tutti espande: "all'operaio seduto sul gradino col fazzoletto in testa e la gavetta a far lo spuntino; all'anziano che in lieta compagnia con gli amici al bar si ritira e a chi nei centri commerciali non compra ma respira; al militare sull'attenti che resiste a segni dolenti, di una bambina innocente con sguardo impertinente e a gocce di sudore che sul viso colano insistenti; alla nonna sulla sediola con l'amica lì vicina accanto al suo portone, che si fa aria con una cartolina sotto un glicine a riparo dal sole; a chi cerca frescura al mare, chi in piscina o vicino a fontane, chi nei parchi o nel laghetto, chi con una tinozza in giardino a figli chiassosi fa il bagnetto; a chi tiene forte la mano della zia, quasi a voler stringere quel filo del suo palloncino, che nel cielo tra rondini è volato via; a chi cerca briciole di un panino, come nell'acqua un pesciolino o per strada un uccellino per farne presto un boccone e non esser pasto d'una papera o beffato da un piccione; a quel ragazzo dal gran cuore che rinuncia al gelato per offrirlo al suo amore; al fiero cavallo che vincer vuole l'impari lotta nel cacciar mosche con disperazione, garretti e pancia fa tremare e la coda nervosamente muove; ai cani che si tolgono la sete attaccati a fontanelle, facendo rinunciar chi li vede; al bimbo nel passeggino con un solo calzino, o alla bambina con una sola scarpina; a chi soffre la fatica con la gran spesa nel carrello o a chi con dignità arranca trascinando il suo fardello; a quel cane con i suoi dolori che guarda con amore chi lo tira su un carretto e con la lingua sempre di fuori; a chi stancamente torna a casa con la testa confusa e con un gatto in terra afflosciato che in sordina gli fa le fusa; a quella signora incurante della poca aria che tira, che mai doma e imperterrita su quell'asse stira; a chi chiuso tra due mura sconta la sua disavventura; a chi in casa sofferente senza aria condizionata non riesce a far niente; al povero vecchio malato, che l'aria viziata e profusa smuove appena le tende, in quella stanza allettato dove il lembo del lenzuolo un debole raggio fende; a chi ha un segno di speranza nel sentir l'arrivo di un'ambulanza, o a quella sirena che si sente per un'altra vita che offende; e infine allo stanco poeta che gli si chiude la mente!" Or egli più non può pensare a quanti stanno soffrendo, in casa, in clinica, in ospedale, in prigione o nel mare o all'unica che si salva, quell'asfissiante cicala che senza sosta se la canta! Son stanchi e pesanti i suoi umidi occhi, ma ancora una domanda a Voi vuol fare: "se soffrir bisogna, non è meglio d'inverno che con questa calura che è un inferno?"
#Cavallo#Cane#Gatto#Caldo#Estate
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Il caldo opprimente di questo venerdì 17 luglio 2015 mi ha sollecitato a scrivere la presente, anche nel ricordo di quel 10 di agosto del 2003, fino a ieri considerato come massimo picco di calura, in cui ebbi anche la disavventura - con quell'afa infernale - di effettuare il mio trasloco!

L'autore
Ettore Salamena

"La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia". Alda Merini Autobiografia: Classe 1948 … diplomato … già lavoravo all'età di diciotto anni, il che mi ha consentito di sposarmi abbastanza presto, come d'altronde quasi tutta la mia generazi

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