Niente di eccezionale
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (4)
Siamo tutti cosi diversi anche nello scrivere... A volte parliamo dei nostri sentimenti, a volte uniamo un po' di fantasia, altre è fantasia pura. (Per me è così)
E' la poesia ad essere così strana, a volte, o sono le sensazioni che si cerca di trascrivere che sono talmente strane da essere lontane dal linguaggio parlato ed allora si ricorre ad uno stile che cerca di lasciare senza fiato. Apprezzata definizione dello scrivere in versi.
Caro Antonio, secondo me non è vero che è sbagliato aspettarsi qualcosa di eccezionale da una poesia. E non è il modo anticonvenzionale o ricercato dell'osservazione a togliere il fiato. A togliere il fiato è sempre il superamento di una siepe. Quella che "da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude". Oltre l'ostacolo, oltre i limiti dell'uomo e del suo raziocinio, c'è lo sterminato mare della poesia, un mare aperto a tutti, con le sue rivelazioni che diventano eccezionali quando un cuore riesce a parlare a un altro cuore. Io la chiamo "trascendenza" perché ha poco di umano. E forse è una delle poche prove dell'esistenza di Dio.
...il suo scritto descrive perfettamente cosa è una poesia. Niente rivelazione ma neanche banalità. Una originalità che lo distingue da tutti oltre che una capacità di osservazione e di critica che fa la differeanza tra chi come lei scrive poesie e chi scrive... scrive soltanto banalmente

