Il muro del pianto
Commenti (2)
Come l'ultimo muro rimasto in piedi del Tempio di Salomone dove si lasciano preghiere scritte a Dio, così ognuno ha un suo muro di crepe da riempire. Sono quelle crepe dove il tempo si è fermato o dove la memoria ha cercato di cancellare gli eventi. Da questi brevi e intensi versi (non chiedetemi il eprchè) mi balena il lavoro delle api o delle vespe che si attaccano ai muri e lavorano una vita per poi scomparire e lasciare solo un nido attaccato ad un muro che sarà riusato, però.
Quando i confini del pensiero straripano è come quando un fiume rompe gli argini, tutto investe e tutto coinvolge, ma nello stesso tempo, tutto viene inglobato in un muro impenetrabile, il muro del pianto, dove ciò che emerge è solo il dolore. Tutto il resto viene sepolto come fosse un segreto. Può trattarsi di parole, ricordi, ombre, immagini, che il dolore stesso tende ad allontanare. L’unica speranza sono quelle crepe dove la luce in qualche modo riuscirà a filtrare.


