Cartelloni sentimentali
La tua solitudine schiva
porta la maschera increspata di desiderio
nella sofferta recita remissiva
di un albergo a ore.
Posando nuda sui cartelloni estivi
appesi agli angoli
del mio museo sentimentale
dove un paggio timido punta l‘obiettivo
sui tuoi seni, straripanti alveari.
Nella tua bocca di gelsi compare
un segno di dubbia sofferenza
e sul tuo collo ambrato,
una collana di anice stellato.
Il tuo bikini, d’alghe vellutato, cade
sotto le rovine di un vento deciso,
affilando, per brevi sogni, la mia luce frontale.
La tua cintura di sabbia semina
cristalli taglienti
mentre ti allontani e sorridi
portando la mano indolente
al giglio sbocciato nella sete del mare.
La tua foto è favola di desideri
Ma devo cercare negli angoli oscuri
della mia tiepida anima
che senza di te non capisce,
costretto dalla maschera che porti,
il lume del buon senso per essere discreto.
Per non dire le cose belle
che mi sussurravi senza briglie
con la bocca piena di sabbia e di baci.
Indosserei la tua maschera di carta
e lascerei pascolare
il tuo cavallo azzurro dei sogni
negli spazi verdi della mia pazzia
per ascoltare nel palpito della nebulosa
il canto della notte, d’anice e d’argento
seguendo il ritmo dei tuoi sospiri
dentro il quadrante affilato del tempo.
Devo cercare le pietre bianche del fiume,
e i vestiti smessi di tua madre bambina
per ricordarti com’eri.
Oh, anima vuota che pesi nel mio vuoto di vene
La tua foto è favola di desideri
il mio cuore è nido senza radici.
©
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