La linea che unisce e che separa

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (6)
L'immagine del rosso dei papaveri ben accompagna l'accostamento del tramonto all'orizzonte che traccia una linea di separazione tra cielo e mare .Anche le stelle si accendono dopo il tramonto, in questo delicato e armonioso canto del Creato tra sogni che non fecondano per librarsi in smisurati cieli. Uno stile arrivante e duttile, in cui la Poetessa nel suo intimo sentire, con grande cura del verbo e dei suoi incastri cesella una piacevolissima lirica. Complimenti!
Poesia allo stato puro, un introspezione che arriva al cuore del lettore. Complimenti vivissimi.
Un'introspezione profonda in questi versi coadiuvati da pertinenti metafore da cui s'evince amara solitudine che arriva al cuore ed alla pelle del lettore. Una lirica che ho molto apprezzato per contenuto e forma!
solitudine ancor più marcata se anche le stelle nel cielo si spengono... uno stato d'animo sensibile che silenzioso si spoglia e dolcemente regala al lettore proprie sensazioni ...sensazioni che toccano il cuore
nella solitudine si evidenzia un percorso di dolore per passi incompiuti da parte di chi non si predispone all'accoglienza e al dialogo. una introspezione che calza a pennello con quella sensibilita' tipica delle persone che amano spaziare oltre le apparenze, oltre le consuetudini.
Ottimo spunto poetico, malinconia velata dipinge cielo e mare che diventano un tutt'uno, il rosso dei papaveri è speranza, flebile, ma viva, ad accendere sogni sopiti. Un bel lavoro complimenti!






