Rimorso
Il copioso pianto,
le angosciose parole,
il volto sconvolto,
non hanno frenato
l’istinto.
Un grave errore,
è stata violata la riservatezza,
denudata l’intimità.
Ha prevalso l’inconscio.
Violenta
il personale io,
vieta il diritto alla gestione
del proprio corpo:
ignora la sensibilità interiore.
Un mea culpa infinito
per rimuovere dalla coscienza l’entità negativa.
Per la rinascita del puro sentimento
nell’espressione più elevata dell’amore.
Per quella lacrima che perdona
e dice ancora... ti voglio bene.
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi4 agosto 2015
in chiave poetica la particolarita' dell'istinto che non viene frenato e la riservatezza che mai dovrebbe essere violata assume un grande valore propositivo. peccato che il mondo è pieno di malelingue.
