Io, tu, noi velieri
Bruno Leopardi
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É nel grembo di un pomeriggio d' estate che partorii il dolore
ed esso fu con me ad accompagnare per mano la sofferenza
che fa da genesi inumana e cialtrona al coltello nel cuore,
come fosse sgarbato vocabolo che offende una già dura esistenza
annullando lo sforzo di una vita succhiata alla vita,
come ape che succhia d' ogni fiore, la più intima e dolcissima essenza.
Oggi vado per mare col veliero portato dal vento
e mi ferma ogni tanto
lo spettacolo allegro o il dramma di altre esistenze
che s' incrociano a largo di vene comuni,
dove a scorrere é sangue di gruppo uguale,
mentre lì tu saluti la vita: pochi arrivi e sempre più non volute partenze,
che ti lascian per sempre.
Da solo per sempre ad andare,
tu veliero per mare aperto
e chissà fino a quando...
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Bruno Leopardi
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