Navigando in versi con la fantasia
“Per dolce concessione del Signore
son ritornato qui nel vostro mondo,
però il permesso è solo di tre ore
e devo fare tutto sino in fondo!
Signori non ho tempo di ascoltare
domande sul perché di questa ascesa,
vi prego, non mi state ad assillare
lasciatemi concluder questa impresa! ”
Così dicendo ho eluso i giornalisti,
i soliti curiosi spettatori
e con itinerari già previsti
mi sono avviato tra i lavoratori
che stavano di fuori dall’azienda
per la chiusura e senza un preavviso!
Sapevo già di tutta la vicenda
e sono entrato a passo assai deciso
dov’erano a colloquio i dirigenti
con gli amministratori e gli azionisti.
Mi sono presentato e gli argomenti
portati in campo furono benvisti
da tutti i titolari ed i presenti.
Avevo posto un valido contratto,
ma ritirando quei licenziamenti!
La mia proposta riguardava il patto
di riduzione minima d’orario
e i prepensionamenti per gli anziani,
in modo d’aver tutti l’onorario
con la certezza schietta del domani.
Chiamarono a raccolta i sindacati
che vennero d’urgenza per trattare
e i nuovi accordi furono firmati
con ambedue le parti ad inneggiare!
Appena uscito fuori dall’ufficio,
rivolto agli operai in esultanza
gli dissi: “So ch’è un altro sacrificio,
però, purtroppo, in questa circostanza
non c’erano altri mezzi per salvare
l’azienda da una crisi ricorrente,
adesso ritornate a lavorare
con l’animo più placido e cosciente! ”
E dopo un lungo stringere di mani
mi sono allontanato con premura,
non c’era tempo, il mondo degli umani
m’aveva regalato un’avventura.
Son ritornato presso il paradiso
ed il Signor mi stava ad aspettare,
Gli ho fatto un accettabile sorriso,
ma Lui aveva voglia di parlare:
“Tu sai perché t’ho dato quel permesso?”
Ho scosso il capo in segno di diniego.
E Dio ha aggiunto in tono un po’ sommesso:
“Non puoi capirlo, adesso te lo spiego,
in quell’azienda c’è la tua figliola
ch’ha preso il posto tuo quando sei morto,
quest’oggi è a casa, ha febbre e mal di gola
e per di più è in preda allo sconforto
per la sua azienda in pieno fallimento,
però c’è il fidanzato al cellulare
che sta informando lei del cambiamento
e per la gioia è pronta ad esultare! ”
Guardai il Signore con il pianto agli occhi
e con la voce tremula e smarrita,
risposi, ... genuflesso sui ginocchi:
“La Tua bontà è splendida e infinita! ”
.
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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