Quell'uomo tedioso

Quando si rimane per
troppo tempo ... come infermi,
la fiamma interiore della speranza
si spegne; una giusta revisione può
nutrire ... il paesaggio invernale del
cuore; così non gli rimane la noia
e la disperazione.
Quell’uomo
tedioso, non è portato per
le giuste riflessioni, vive sempre
con dispetto, non conosce l’amore;
è disfattista nell’agire, uniforme
a quelli che non fanno mai
comunione.
Verso la sua
stessa esistenza ... c’è la sua
grande indifferenza; ha solo l’estro
spendo e nel coadiuvarlo, lo portarono
a essere il primo ... in quel consiglio;
l’incarico e l’ambivalenza che sente,
l’incerto non fa mai niente.
C’è un reciso
rifiuto di andare avanti, avendo
i compiacenti di qualità, con la sola
assistenza banale come si fa; tutto
questo dove li porterà? In lui non
c’è volontà, si conia con l’uomo
senza qualità.
Rompe sempre
tutte le forze dell'intelletto, è
ancora il suo idolo che ha protetto;
gli seduce sempre la sua volontà del
cuore, i loro sensi ... sono chiusi ad
ogni altra sensazione, come
tirarsi fuori?
Ha tutte ... e
le più segrete vie dell'anima,
chiuse ad’ogni possibile speranza;
in quel vuoto c’è l’abbandono, ogni
altro sogno è morto nell’impotenza;
colmo d’altro dolore, la presenza
di quel fiore.
Non avverte
il proprio nulla, l’uomo che
delude è una vergogna; niente è
tanto, in un riposo assoluto senza
guadagno; come rimanere senza
passione e senza affanno, sono
al disarmo.
Nessuna
altra cosa, gli avrebbe dato
tanto dolore; quanto l'essere da
lei creduto ... l’uomo che non sa
reagire; per quanto difficile è la
vita, qualcosa è possibile fare
con qualche fatica.
©
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