Gocciava la mia anima
Stillava gelide gocce
la roccia livida della mia carne
grotta buia
voragine inimmaginabile
cristalli d'odio
espansi verso la notte
a ferire l'anima nel nulla
avido e terribile
poi il tuo respiro
come una nebbia d'estate
come l'effluvio odoroso di viole al mattino
tremò il desiderio
mi spinse oltre lo sguardo
e senza sfiorarti
immobile t'amai
infinitamente
©
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Commenti (1)
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Rossodisera9 agosto 2007
bella! un amore improvviso e immenso che spazza via in un sol momento tutta l'amarezza e la solitudine di molti momenti!
