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Dialettali 11 agosto 2015 · lettura 1 min · 1579 letture

A conca

Salvo Scamporrino 862 poesie pubblicate
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Quannu u friddu traseva nte casi, ne scialli, ne cupetti abbastavunu: s’addumava a conca e, quasi quasi, quattr’alivi nta ciniri si ci ittavunu, tutta a famigghia attornu attornu, na dda stritta stanza s’accucciava, quariannusi i so manu u nonnu pianu pianu i sturielli cuntava, poi a vastedda ri casa a feddi si tagghiava pi falla scaffata, cussì mangiavunu i puviredddi: na para d’aranci fatti a ‘nsalata. Traduzione Il braciere Quando il freddo entrava nelle case ne scialli, ne coperte bastavano si accendeva il braciere e nel frattempo quattro olive nella cenere si gettavano tutta la famiglia intorno in quella stretta stanza si stringeva riscaldandosi le mani il nonno lentamente raccontava le storie poi il pane di casa a fette si tagliava per fallo abbrustolito così mangiava la povera gente un paio di arance fatte ad insalata.
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L'autore
Salvo Scamporrino

Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.

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