Innocenti giochi di fiori recisi
Saverio Chiti
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Si spengono i giochi di bimbi nel prato davanti casa
e nei campi più non s’ode il rumore di zolle rubate ai sassi,
neppure le massaie chine sui fornelli si sentono più.
Solo grida e secchi ordini nella rude lingua dell’oppressore.
C’è chi chiama il nome del proprio caro
o impreca verso l’uomo davanti a lui armato di mitra.
È finita così un’epoca di pace...
e là dove tuttora giace l’innocenza di un popolo contadino
ora solo il silenzio pone lo sguardo verso quel declino d’ideali
Basta guerre, basta violenza...
è il grido che ancora adesso sale sino a quei monti
dove il sangue si mischia col verde prato della speranza.
Tu Sant’Anna, hai pagato colpe non tue
su di te che vivevi in pace, si è abbattuta la falce di quell’assassino in divisa.
Tu che eri così pura come acqua di sorgente, ancora vivi nei nostri ricordi
affinché mai più dolore e rabbia, alberghino nei cuori.
Mentre il perdono, è per chi nel tempo la sua colpa ha capito.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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