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Natura 14 agosto 2015 · lettura 1 min · 1580 letture

Anche la selva pian piano digrada

Salvatore Orefice 272 poesie pubblicate
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Passeggiare a lungo nel bosco dell’aria trangugiare il fresco notare tra le fronde due merli occultati per paura degli urli Sopra i rovi una selvatica rosa sottobosco d’erba muschi e licheni animaletti vivaci si sposano insetti dimorano sereni Origliare a tergo d’un grosso ceppo rumori dei quali ne è zeppo il ruminare di più roditori fiutare l’odore dei fiori Ritornando poi sulla strada scostando via da me la rugiada nel mio dispotico mondo ricado quello che mi attende più non m’aggrada anche la selva pian piano digrada.
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L'autore
Salvatore Orefice

Sono nato il 16. 02. 1960 a Sessa Aurunca (CE), dove tuttora vivo con la mia famiglia. L’interesse per la poesia è per me quasi un istinto naturale, nel tempo libero dedico qualche ora alla stesura di brevi versi, con la semplicità che da sempre mi contraddistingue.

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Commenti (1)

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Luciano Capaldo14 agosto 2015

E' bello quando la poesia riesce ad offrire rumori, odori, sapori ed immagini. L'autore ci offre quasi un dipinto della natura nella quale riesce ad immergersi fino a carpirne un quotidiano spesso se non sempre evitato. E si ritorno poi al quotidiano... Bellissima poesia