Certe sere
Paride Giangiacomi
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Certe sere
grilli danzano al frinire di cicale:
timballi che rimbalzano,
si sovrappongono
si spandono nel caldo cielo estivo.
Che dolci rumori!
In assenza di vento,
pur lievemente, sgrullano
essenze odorose,
foglie che han compiuto
ciclo di loro vita,
scrocchiano già sotto piedi estivi:
melodie avulse da schemi,
di cui spartito non esiste traccia.
Certe sere,
muto è il mio mondo
e non ne rimango turbato;
e se mi immergo
come comparsa di un film senza sonoro,
mi perdo, senza timore
a catturar pensieri,
a dar sostanza alle emozioni,
al ricordo di un tempo andato,
di cortili pien di caciara,
di madri presenti e vere,
di discorsi leggeri e fatui.
Pensieri come falene,
in disordine sparso, sospinte da refolo sbarazzino,
quasi amanti incorporei,
oscurano per poco la luna.
Ancora adesso, questo è il mio cielo:
con i sensi dell’Anima,
meglio ti scorgo al buio,
rapito da aura d’albedo
che non si estingue
e regala amor profondo,
leggera euforia,
che rallegra il cor,
a te insieme,
noi due granelli d’infinito!
©
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L'autore
Paride Giangiacomi
Commenti (1)
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Luciano Capaldo14 agosto 2015
Un perfetto amarcord ed anche una dedica di amore. Un ringraziamento alla vita ed alla memoria che non bisogna mai... dimenticare. Abili e dolcissimi versi quasi teneri a ricodare e a presentare un tempo passato ma mami passato e spesso vissuto nel mutismo e nel grigiore dei pensieri. Ottima composizione.

