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Natura 15 agosto 2015 · lettura 1 min · 1823 letture

L’uduri di la zagara sbucciata

Peppe Cassese 2175 poesie pubblicate
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“La lapa a matinata s’incamina e primurosa va di ciuri in ciuri.” E brilla nel suo cielo di cristallo la zagara staffetta del dio sole che splende intensamente nella valle dorando cielo mare e la sua prole. Il Mungibeddu fiero all’orizzonte col bianco del cappuccio sulla fronte sprofonda nella fibra del suo seme gemendo e temperando terra e neve. Nell’aria si improfuma con la vita si espande nel biancore ed è infinita colmando la tua anima più sola aulente e prodigiosa come fola. E questa essenza ricca e vellutata attende l’operaia ricamatrice che ebbra del suo balsamo fluente si adagia sulle antere impertinente. Ed è trionfo nella sua fragranza con le braccia donate a questa danza dell’eterna stagione sensuale che muta e si rinnova passionale. “Lu virdi abbunna e ‘ntutti li jardina spanni la zagra lu divinu oduri...”
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(I versi iniziali e finali sono del poeta siciliano Ciccio Carrà Tringali) Poesia a tema "L'odore della zagara" postata tra le quotidiane e dedicata a tutti gli amanti della natura...

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Peppe Cassese
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