L’uduri di la zagara sbucciata
Peppe Cassese
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“La lapa a matinata s’incamina
e primurosa va di ciuri in ciuri.”
E brilla nel suo cielo di cristallo
la zagara staffetta del dio sole
che splende intensamente nella valle
dorando cielo mare e la sua prole.
Il Mungibeddu fiero all’orizzonte
col bianco del cappuccio sulla fronte
sprofonda nella fibra del suo seme
gemendo e temperando terra e neve.
Nell’aria si improfuma con la vita
si espande nel biancore ed è infinita
colmando la tua anima più sola
aulente e prodigiosa come fola.
E questa essenza ricca e vellutata
attende l’operaia ricamatrice
che ebbra del suo balsamo fluente
si adagia sulle antere impertinente.
Ed è trionfo nella sua fragranza
con le braccia donate a questa danza
dell’eterna stagione sensuale
che muta e si rinnova passionale.
“Lu virdi abbunna e ‘ntutti li jardina
spanni la zagra lu divinu oduri...”
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Peppe Cassese
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