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Introspezione 16 agosto 2015 · lettura 4 min · 1551 letture

Romanticismo di Montagna. In Ode d'un Viandante alpestre

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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L’Alpe è una donna che fugge il Poëta, lo sai, oh viandante, oh tu, che erri lontano? Tra le nevi disciolte ella s’allieta; ma no, non del tuo canto ansio e profano. Canti alle pietre, e ti lamenti ai falchi, e nel Nulla dei monti e delle sere tacciono l’arpe e le fredde preghiere, e cos’è mai? Ah! Nel ciel senti: oricalchi! Pellegrina ombra! È venuta la Notte; e chiedo: «Avrai tu rifugio alle grotte?». La caccia muore, e l’orizzonte è cupo; lento, lento cammina! V’è un dirupo. L’Alpe tra i tuoni annuncia un Temporale, lo vedi che sei in pasto ai lampi e al vento? Cupa è la sera di gelida opàle, e tu lo sai? Forse avrai un patimento, gelerà il cuore in mezzo al maëstrale, palpito indarno d’insàn Sentimento. Viandante, forza, la Sorte disfida, e non temèr quel che in costei s’annida! Curvo come ombra di spettro sottile, fermati e ascolta! È il tuo affanno in respiro, e nulla più ti par quieto e gentile, nemmèn la fonte col fresco suo spiro, né il vecchio pane che addenti dal sacco, né un vuoto sorso di vino, né il ghiro che va a dormire, e l’impronta del tacco ti fa paüra. Non fare il bivacco! L’Alpe è una Luna, argento capriccioso, l’hai scorta, allora? E il tuo peregrinare mai finirà, e nel venìr silenzioso dell’alba nuova, camminerai, e urlare forse dovrai supplicando il Destino, e il viaggio eterno ti vedrà più solo, come d’inverno a un ramo un usignolo, e tu, ami ancora questo sasso alpino? Ami purtroppo! Una pietra che è niente, un folle sogno, oh sonnecchiàr demente! Ma per te l’Alpe è davvero una fanciulla. Meriti forse morìr nel suo Nulla? L’Alpe è un segreto che tieni nel cuore, e perché non lo dici all’Infinito? Il cielo tace, anche il lampo in furore, dillo, oh viandante! Perché sei smarrito? La valle intende questo tuo dolore, e Dio ha orecchi e occhi nel suolo impietrito. Grida alle stelle e al vespro oscuro e nero l’Anima tua con il suo almo mistero! Silenzio oscuro si regna d’intorno, e stanco e smorto or continui pei monti, e qui ti fermerà almen l’altro giorno? Giaci affamato e scruti gli orizzonti, come se in te qualcosa s’è perduto, e a stento baci le pietre dei ponti. Non sai cos’è, e il tuo labbro si fa muto, e a terra cade e s’infrange il tuo liuto. L’Alpe è il Destino che ti chiama ai lunghi sentièr perenni d’un insàn dolère. Mangerai sassi, discorrerai ai funghi, vedrai i giorni morìr nell’orbe sere. Viandante, è il Fato; e tu ancor lo sopporti? La Vita ti abbandona, e non hai un fiore sulla bara vivente, e tane e Amore, vivi fuggendo, e vivi come i morti. All’alba dice la fresca montagna niente se non la tua tremula lagna. Vivesti male, lo dice il tuo volto, fuoco d’un’ombra nei sogni sepolto!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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