"Una neve lenta"
Stefano Drakul Canepa
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Quando ritornavi da me
sentivo brividi di freddo, dentro
una neve lenta
che scendeva a mezza terra
Dolcemente quasi senza cielo
ed un velo di dolore
a sussurrare foglie morte
con la fine di una lunga estate
Le notti non erano più notti
e le lune appese
al loro grigio di petrolio
riflesso fra nuvole di fiume
Stancamente quasi senza sguardo
a immaginare cose vuote
che si trascinavano nel vuoto
di un sorriso segreto
Con le labbra, nel cemento.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Giorgia Spurio18 agosto 2015
Ha un ritmo lento come la neve. Ricca di metafore e propria di un linguaggio icastico che a me piace molto. L'amore si miscela al dolore, ed è come sentire brividi di freddo, una neve lenta che cade dentro, nell'anima. Un amore che sembra sospeso, come se fosse in attesa, o che speri, in un nuovo inizio dopo la fine "di quella lunga estate". Si spera sempre in un nuovo inizio, ma intanto i sentimenti non sono che come lune appese al loro grigio di petrolio. La fase intermedia tra il vuoto e un sorriso segreto, forse ironico. Infine il verso che sigilla la poesia, molto bello. "Con le labbra, nel cemento". Un sorriso tirato, un sorriso impossibile per il cemento. Può essere una felicità costretta o una felicità ostacolata. Molto bella.

