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Fantasia 21 agosto 2015 · lettura 1 min · 1755 letture

Il mio purgatorio

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Sempre d’attimo vive l’anima trasmigrata tra lingue di vento, limbo definito di stallo, e miriadi di lapidi incise d’argento. Prati dipinti in asettiche sale pazienti in dolore sommessi nel canto vivono, nell'arco d'attesa, solitari cuori, con sorella morte sospesa. Pregano in etereo corpo nutrie d’iperbole avvolte da un manto. Eterni sono i giorni privi di sole trascorsi con neri sospiri d'amore, mentre lento è il vagare tra flebile luce d'invertito colore. Canta l’anima un soggettivo presente, così io, colpevole uomo, attendo il tempo espiatorio unico, patetico mio purgatorio.
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Trittico poetico composto da: - Il mio inferno - Il mio purgatorio - Il mio paradiso - Seguirà - Il mio paradiso - (Foto da web)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (3)

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zani carlo22 agosto 2015

Più che di fantasia io avrei visto questa poesia come profonda introspezione... la propria anima che non riesce ad essere tranquilla e quindi vaga ...come in un limbo... che è la vita stessa.

carla composto22 agosto 2015

anch'io vi leggo una profonda introspezione seppur arricchita da fantasiose immagini... un'analisi attenta del percorso dell'anima... sermpre btavo ed attento il poeta in queste liriche impegnative ...il mio elogio

Daniela Zarriello22 agosto 2015

"Eterni sono i giorni privi di sole trascorsi con neri sospiri d'amore" credo che questo sia già un purgatorio, non poter dare e ricevere, stare sul filo dell'attesa per non aver saputo cogliere il momento, mentre il tempo finisce.