Come fossero usignoli
Maria Grazia Vai
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Di cieli senza pioggia
e finestre illuminate
vorrei navigar l’inchiostro
del mio dire
sognando di altri voli
tra le fronde
oramai bianche
e di altre poesie
tornare
a salutar l’arrivo del mattino
che non invecchia
le panchine
né il ciliegio
e matura i miei frutti
per altri cent’anni
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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Alessia Giuca28 agosto 2015
Si sente tutto il suono di un impossibilità temporale che è tanto più possibile quanto più è lontana!
