Meriggio

So l'ora, di stantia essenza
caduta in me e dimenticata
culla, d'inutile vento
forse marino o maestrale
languido giorno, d'orto e di limoni
al sole
com'è alto il volo dell'airone
forse, d'altra terra amato
qui si posa e si disseta
passaggio è il meriggio
è nuvola silenziosa, gravida, di sentieri
memore, d'acqua lontana,
l'erba
Si disseta.
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli23 agosto 2015
E' bello leggere una poesia che ti prende ti conduce all'interno di un viaggio evocativo molto intimo, un verseggiare particolareggiato nel creare immagini suggestive e d'effetto, dove il lettore altro non può che leggere e rileggere sentendosi ammaliato dai versi!
