Prigionia, le notti dei lupi e delle lune
Giorgia Spurio
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Luci, capelli di cielo,
fari, piedi, auto, ruote,
silenzi, canzoni,
radio e volume...
- Prenditi dalle unghie
le mie labbra...-
Stride la civetta, sul dosso
delle convenzioni, frena
il furgone delle perplessità,
escort del terzo millennio,
dove il secondino non è
l’eunuco che Cleopatra
attendeva nell’harem.
- Prenditi dai lembi della pelle
la raucedine delle mie vocali. –
Il gufo attende, e dagli occhi
l’inferno, come il fulmine
che spezza il credo,
lì dove adrenalina e paura
sono figlie solitarie
della stessa madre.
- Prenditi dai denti
i miei baci afoni.-
E mi scolpirai i tuoi peccati,
come le fruste sui prigionieri,
e bendata la bianca pelle
della verità
la toccherai,
la lacerai,
l’accarezzerai,
come il lupo
che corteggia il profumo
che la luna lascia di nascosto
tra gli aliti degli alberi.
- Prenditi l’argento
che lei di proposito
offre,
e prigioniera, ridarai voce
all’ansimare delle foglie,
lasciami andare... dal tuo corpo,
darò comando di fuggire alle mie parole. -
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Giorgia Spurio
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