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Introspezione 24 agosto 2015 · lettura 3 min · 1132 letture

Epitaffio di un Visionario ai suoi Sogni

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Non son che un visionario, un uom di sogni, che odia la Vita che fugge maldestra. Ma tu, oh tu, cuore mio, non ti vergogni? Senti? Non sboccia l’aulente ginestra? Grida il deserto, e sono solitario, e nelle vene serpeggia un lamento. Lo vuoi sapèr? Tu, oh tu, fuggèvol vento? Ecco le lagne d’un cuor visionario! Scruto lontano l’immenso orizzonte; non vedi il Sole che cade da un monte? Il crepuscolo grida, e vien la sera, un bronzo suona una dolce preghiera. Un dì verrà nel ciel l’eterno mare, e saranno tramonti in quest’onde di vetro, e io dovrò urlare i miei racconti; quando sarà nel roseo Sole il Fato, sogni mendaci, e quando mi desterò da un sonno intemerato d’un sogno blando, e fuggiranno i pellegrìn respiri del visionario cuore, e quando il vespro sarà Notte, e l’iri cadrà in dolore, saprò morìr consapevole e stolto delle vanità asperse là, quando il pianto cadeva dal volto, le guance terse, e il sogno muterà in un verme ai fondi dei suoli sepolcrali, e urlerà un tuono dai nembi iracondi tra i maëstrali. Un giorno giungerà la Morte, oh sogno, e vedrò questi inganni che pur mi sono inflitto, e mi vergogno dei loro affanni, e sarò un occhio maldestro e soffrente spento dai desidèri, e a te, nel cuore e nel fior della mente brilleràn ceri. Saranno vani gli istanti d’insonne sognàr di Poësia, i palpiti del cuor, le ambite donne, andati via; e quando all’alba urlerà una campana sul vôl d’una colomba, vedrò la Vita che s’è fatta vana scender la tomba, e sarà l’urlo dei miei patimenti e del lungo mio canto nient’altro che la nenia e i Sentimenti del camposanto, e rimarrà che un vivo sogno in petto, l’ultimo sogno mio! Da questa vanità son stato infetto; mi resta Iddio! Ma nei pensièr che rifletto e che grido tuttora il sogno procede in furori. Non avrò, dunque, un solitario nido dove il silenzio avrò, se non dolori? Sepolcri! Nenie! Sospiri in agguato! Non son che un’ombra che soffre il Destino, cui resta il sogno d’un giorno divino! E sempre giaccio; e sono addolorato! Perché sognàr? Perché? Dìmmelo, oh cuore! Perché lambìr questo sogno che muore? E in questa mente che sogna smarrita, perché? perché non posso aver la Vita?
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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