Il mal di vivere
Di quel mal di vivere
che alita piano il suo veleno
e s’annida nei pensieri
conosco l’amarezza.
E’come neve dei pioppi,
che cade e volteggia senza meta,
e ai bordi delle strade
s’aggruma in rivoli biancastri,
ricopre ogni respiro, ogni momento
un sudario di nebbia e d'afflizione.
Vagherò, inutile relitto
e nel pianto nascosto
s’anniderà la vita;
non avrò canto d’usignoli in festa,
non avrò raggi a farmi capolino
fra i rami di ciliegi in fiore,
nè la carezza d’un tramonto
o d’una prima stella,
ma onde gelide e impazzite,
turbinii di polvere, gabbie d’ore
e lame di dolore .
E l’amore, fosse il più grande
sarà il tormento ancora
del non saper più amare.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (1)
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Pierangela Fleri27 agosto 2015
Non si può leggere questa riflessione senza commuoversi davanti a versi che sgorgano come stille da una ferita aperta. Dolorosa, infinitamente intensa.
