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Impressioni 28 agosto 2015 · lettura 1 min · 1402 letture

In te m'acquieto

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Quell’ansia che mi scuote - che tu non sai – è come quando il ciel s’ottenebra d’un tratto e senti gli animali inquieti e di lontano, il guaire che sale i fianchi d’una collina E io sono tutto il peso della notte spenta sulla terra inaridita sono tutto il cupo d’una fronda che pende su di un’esile struttura sono il grembo gravido d’un fiume l’irrequieto fermento delle siepi il moto ondoso che ribolle tra gli scogli e penetra le falle nella roccia Mi placo solo dopo la tempesta e muto in raggio sulle ombre alle pareti nuvola rosa accesa dal tramonto e luce calda che intorno si propaga quando sui miei occhi sorge il tuo sorriso
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (7)

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Luciano Capaldo28 agosto 2015

Versi, immagini, metafore combinate in maniera magistrale . L'autrice riesce a dare il senso perfetto dell'inquietudine, come una tempesta che però rimane in attesa del dopo. Un placarsi un acquietarsi di fronte agli occhi del proprio amato. Incanta il lettore.

Anna Di Principe28 agosto 2015

L'Inquietudine è affidata egregiamente a metafore e a ricche immagini, che tracimano tutta la tensione umana. Un'anima che brama sottrarsi alle morse dei luoghi e del tempo, ma capace di raggiungere la quiete dopo la tempesta. Stupenda lirica dagli slanci continui nutriti di emozioni e sensazioni con una malinconia che s'intreccia con la delicatezza del verseggio, che tra l'altro si fa voce trasversale sintonizzata al sentire di molti. Lirica dai toni esistenziali che apprezzo moltissimo, come del resto accade per le altre opere della Sacchi. Il mio encomio!

carla composto28 agosto 2015

autrice di rilievo che più si legge più si apprezza ... un disagio un'inquetudine ben descritta in righe di poesia ...belle metafore che impreziosiscono l'opera il mio sincero plauso

Donato Leo28 agosto 2015

Una lirica dai versi scritti con vera maestria, piena di metafore. Affiora qualche momento di malinconia, ma dopo una tempesta riesce con molta disinvoltura a trovare la quiete necessaria, per trovare il giusto equilibrio con il proprio amato...

Antonella Garzonio29 agosto 2015

Suggestivi versi per esprimere il grande bisogno d'amare e d'essere amato di un cuore che s'acquieta solo con la presenza dell'amato, quando gli occhi incrociano il suo sorriso. Belle e significative metafore, sempre piacevole leggere i lavori di questa brava autrice.

piera tola29 agosto 2015

Il dolore che cola come cera, brucia un corpo già in'aridito pronto a cedere come una fronda che pende, all'esile struttura. Il fermento di un irrequieto sentimento, che in certi momenti esplode ed in altri si cheta.

Pagu30 agosto 2015

Immagini dense che rendono alla perfezione il tema alla base di questo lavoro. La poetessa sa come far volare la nostra fantasia e i suoi versi affascinano sempre. Amare la poesia significa apprezzare scritti come questo.