Fine
Pino Gaudino
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Il sole tramonta e la porta aperta lascia alla luna,
che entra timida in questo giorno senza sale,
dove tante persone perderanno i loro pensieri.
La tua bianca luce entra dentro di me e si sofferma
accarezzando le mie mani un po' raggrinzite,
il mio corpo va nella strada che la natura vuole,
ma contrasta con il mio pensiero che giovane e vitale è rimasto.
Tu veleno senza antidoto,
morte apparente,
tu che lasci senza fiato in un letto sempre più disfatto,
tu lotta contro il tempo per dare tutto e ricevere niente.
Mi accompagni verso i campi elisi,
dove ancora i miei fiori non sono spuntati,
ora che forse hai sbagliato bari come ladroni di bettole malfamate,
e d'un tratto ritrovi i miei fiori,
e il grembo che mi portò rivedo,
dandomi una nuova nascita
affinché questa memoria fuggita cosi presto,
ritrovi i suoi ricordi.
©
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L'autore
Pino Gaudino
Giuseppe Gaudino nasce a Salemi, in provincia di Trapani, il 4 Aprile 1964. Dopo gli studi classici, intraprende un lavoro che lo formerà nei valori più profondi della vita: entra infatti, come operatore socio- sanitario, in un’associazione di Salemi, il CS. R., che si occupa di persone diversamente abili, nella q
Commenti (1)
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Daniela Zarriello31 agosto 2015
Un dialogo interiore, profondo e senza bugie con sé stessi, un tirare le somme su una vita lunga che ha permesso sì di invecchiare, di raccogliere rimpianti e delusioni, ma che ha lasciato ancora un pensiero giovane e vitale per spingersi ancora più avanti, ancora un po' più in là...

